E’ online dal 26 Maggio 2016 A Beat of a Sad Heart, il nuovo EP di Jester At Work prodotto da M.I.L.K. – Minds In a Lovely Karma.

Un Ep di sei brani corporei e profondi, che Jester At Work ha composto in solitaria, in giorni di rottura, in 1mq di stanza buia e pittoresca (tra ricambi per moto e televisori sovradimensionati) e registrati quasi interamente in una sola settimana su un quattro tracce a cassetta (il lavoro è stato poi completato con registrazioni aggiuntive in studio con Molecola). Un lavoro decisamente intimo, essenziale, chitarra acustica e voce quasi sussurrata, in cui l’artista pescarese si mette a nudo, risultando avvolgente e rassicurante.

“A Beat Of A Sad Heart non è un Ep, è una piccola parte della mia vita, che sommessamente rivendica la sua dimensione ridotta, ogni cosa ha la sua giusta dimensione. Immaginatevi quanto sarebbe difficile vivere con un cuore che pesa 50 chili e con delle mani lunghe un metro.”

La musica di Jester At Work (il nome d’arte del pescarese Antonio Vitale) attraversa landscape emotivi, tra country blues, folk e un’abilità nel songwriting di altissimo livello. Jester è un lupo solitario, che ulula sensibilità e si veste di oscurità, tra redenzione e dolore. Al pari dei grandi cantautori folk, primo tra tutti Mark Lanegan, A Beat Of A Sad Heart ha una presa immediata, fluida e rassicurante.
L’Ep è accompagnato dal bellissimo videoclip di Sad Heart, diretto da Michele Saia e realizzato da Zerostile Factory, e dal notevole lavoro sull’Artwork a cura di Andrea Ciccotelli: illustrazioni, soggetti e sfondi sono stati realizzati con tecnica mista a mano (acrilico, olio e pastello) e poi lavorati in post produzione digitale. Un’artigianalità di partenza direttamente correlata al contenuto del disco. Inoltre, per ogni brano dell’Ep è stata realizzata un’immagine animata in cui sono evidenziati alcuni dettagli della copertina, vere e proprie icone frutto di creazioni mentali di Jester, con un significato ben preciso e strettamente collegate ai testi delle canzoni, che nelle GIF prendono letteralmente vita.
eye                 caneconiglio                 donna faro                 Jester At Work cover
L’EP, uscito per le edizioni musicali Milk, fa parte della Milk Music Library e disponibile per sincronizzazioni in film, serie, video e documentari.

La promozione di Jester At Work è affidata all’ufficio stampa Sfera CubicaPentagon Booking, e l’album, distribuito da Milk, è disponibile su Spotify, Deezer, Amazon, iTunes e gli altri principali portali streaming e store digitali.
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Official site: http://www.jesteratwork.com/
Facebook: https://www.facebook.com/jaw.jesteratwork/
Tracklist
1. Behind the Wall
2. Me and Gracie
3. People Lie
4. Bold
5. Lighthouse Man
6. Sad Heart
Tour (date in aggiornamento)
01/06 – Lanificio 159, Roma
03/06 – Malacarne, Verona
04/06 – Neon, Rimini
19/06 – AESTAS MMXVI c/o Pollinaria, Civitella Casanova (Pe)
Contact:
booking: info@pentagonbooking.net
press: press@sferacubica.it
label: publishing@milkstudios.it
BIO
Jester At Work è il nome d’arte di Antonio Vitale, musicista italiano originario di Pescara in Abruzzo, che negli anni ’90 era il frontman dei “Warm Morning 616” – una band di hard rock con influenze blues e southern molto nota in zona – e nel frattempo aveva iniziato a scrivere canzoni proprie utilizzando solo una chitarra acustica e il suo vecchio registratore multitraccia a cassette. Dopo lo scioglimento dei WM616 nel 2003 (avvenuto proprio mentre cercavano di ultimare la realizzazione di un album che è tuttora inedito e che prima o poi vedrà la luce), Antonio decise di tenere in sospeso anche il suo progetto solista per poi riprenderlo solo nel 2008. Il suo album di debutto “Lo-fi, back to tape” (Twelve Records, 2009) è stato ricavato da un’accurata selezione dal precedente materiale rimasto conservato proprio in quelle vecchie cassette, lasciando le canzoni praticamente inalterate e aggiungendo solo piccole sovraincisioni. Senza dubbio il punto focale del disco è la voce, che si fa agevolmente strada in mezzo allo spoglio impianto strumentale che la circonda. Questa semplice formula è stata mantenuta per l’album successivo: “Magellano” (Twelve Records, 2012) prende il nome dalla strada in cui Antonio risiede, di fronte al mare e a pochi passi dal porto della città. Un porto che naturalmente odora di sale e di petrolio, di ruggine e di sabbia, di sigarette e di alcool, dove le navi trovano il tanto atteso riposo dopo avere passato la notte in mare per la pesca: un posto perfetto da cui partire, ma che al tempo stesso non fornisce poi così tante motivazioni a tornare. Un viaggio per mare è dunque il concetto attorno a cui ruota tutto il disco, che peraltro di per sè non è esattamente un “concept album”. L’atmosfera è sensibilmente più oscura della precedente raccolta: qua e là fanno capolino basso, batteria, percussioni, chitarre slide e addirittura un mandolino, ma lasciando comunque inalterata l’essenzialità delle strutture e degli arrangiamenti che insieme alla chitarra di Antonio e alla sua voce profonda e baritonale ma al tempo stesso penetrante costituiscono ormai il suo caratteristico marchio di fabbrica. Spesso queste canzoni sono state paragonate a quadri o sculture, a vere e proprie opere d’arte insomma. Successivamente, in occasione dell’edizione italiana dell’ “International Cassette Store Day” del 2014, è stata pubblicata anche una cassetta analogica a tiratura limitatissima contenente una serie di cover, sia inedite che precedentemente comparse altrove. Nuova musica è già pronta e sta per vedere la luce in un EP di sei brani “A Beat Of A Sad Heart”. Nel corso degli anni alcuni concerti sono stati suonati con l’accompagnamento di una band vera e propria, inclusa la presentazione dell’album (tenutasi nella location piuttosto inusuale di una fabbrica di vestiti), ma in linea di massima “Jester At Work” attualmente è un duo con un altro chitarrista, o addirittura a volte una vera e propria performance solista. È la natura stessa dell’artista a richiedere questa formula.